La regola in poche righe
Da dicembre 2018 chi chiede la cittadinanza italiana per matrimonio (articolo 5 della legge 91/1992) o per residenza (articolo 9) deve dimostrare di conoscere l'italiano almeno al livello B1 del Quadro comune europeo1. Lo dimostra quando presenta la domanda, con un titolo di studio di una scuola italiana oppure con il certificato di un ente certificatore riconosciuto1. La regola vale per le domande presentate dal 4 dicembre 20182.
Chi deve avere il B1
- Il coniuge di un cittadino italiano che chiede la cittadinanza per matrimonio, in Italia o all'estero1.
- Chi chiede la cittadinanza per residenza (naturalizzazione), comprese le nuove strade aggiunte nel 2025: i discendenti di un cittadino italiano per nascita, dopo due anni di residenza legale, e le persone nate in Italia, dopo tre anni di residenza legale. Sono tutte domande dell'articolo 9, quindi anche per loro vale la regola del B13,1.
- I cittadini dell'Unione europea (per esempio i romeni) e chi ha una carta di soggiorno per familiare (come familiare o coniuge di un cittadino italiano o dell'UE). Il Ministero dice che anche loro devono dimostrare il B14. Lo stesso vale per i cittadini britannici con le carte rilasciate dopo la Brexit4.
La legge sulla cittadinanza del 2025 (decreto-legge 36/2025, convertito dalla legge 74/2025) non ha cambiato il requisito della lingua5.
Chi non deve presentare il certificato
Chi chiede la cittadinanza per matrimonio o per residenza non deve presentare un certificato di lingua in quattro casi. Due sono esenzioni scritte nella legge, una viene da una sentenza della Corte costituzionale del 2025, e la quarta non è un'esenzione ma un altro modo di dimostrare il B1: un titolo di studio italiano.
1. Hai il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato dall'Italia (esenzione per legge)
Chi ha il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (il permesso di soggiorno a tempo indeterminato) non deve presentare il certificato1. Alcuni dettagli importanti4,6:
- Il permesso deve essere rilasciato dall'Italia. Un permesso di lungo periodo di un altro Paese dell'UE non vale.
- Un vecchio permesso CE per soggiornanti di lungo periodo vale solo se è stato rilasciato dal 9 dicembre 2010, la data da cui il test di italiano per quel permesso è diventato obbligatorio.
- Un permesso o una carta per motivi familiari non vale.
Come lo dimostri: nella domanda indichi i dati del tuo permesso ancora valido2.
2. Hai firmato l'accordo di integrazione (esenzione per legge)
Chi ha firmato l'accordo di integrazione previsto dall'articolo 4-bis del Testo unico sull'immigrazione non deve presentare il certificato1. Il Ministero spiega che riguarda soprattutto chi è entrato in Italia con il ricongiungimento familiare. Lo puoi dimostrare con il certificato rilasciato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura4. Vale anche per chi vive all'estero7. Nella domanda indichi i dati dell'accordo2.
3. Non puoi imparare la lingua per età, malattia o disabilità (esenzione per sentenza)
Nel 2025 la Corte costituzionale ha deciso che la regola era incostituzionale nella parte in cui non esentava le persone con gravi limitazioni nella capacità di imparare una lingua a causa dell'età, di una malattia o di una disabilità, certificate da una struttura sanitaria pubblica8. Il Ministero aggiunge che il certificato del medico di base (il tuo medico di famiglia) non basta4. Se questo caso può riguardarti, chiedi alla tua Prefettura o al tuo Consolato quale certificato accettano, prima di presentare la domanda.
4. Hai un titolo di studio di una scuola o università italiana (prova al posto del certificato)
La legge ti permette di dimostrare il B1 con un titolo di studio di una scuola italiana, invece del certificato1. Vale se è stato rilasciato da una scuola italiana pubblica o paritaria (privata ma riconosciuta dallo Stato), in Italia o all'estero, a partire dalla licenza media (terza media), e se lo hai ottenuto in italiano4,9. Valgono anche il diploma di scuola superiore e la laurea. Non vale invece un diploma di una scuola straniera, e non valgono gli attestati della formazione professionale regionale4.
Come lo dimostri: se il titolo è di una scuola pubblica fai un'autocertificazione con i dati; se è di una scuola privata o paritaria presenti una copia autenticata2.
Casi in cui la regola del B1 non si applica
Il requisito della lingua vale solo per la cittadinanza concessa secondo gli articoli 5 e 91. Quindi, secondo il testo della legge:
- Il riconoscimento per discendenza (iure sanguinis, cioè per "diritto di sangue") non è compreso: la legge non chiede il B1. Chiedi al tuo Consolato quali documenti ti servono.
- Le persone nate in Italia che a 18 anni dichiarano di voler diventare cittadine (articolo 4, comma 2) oggi non sono comprese. Una proposta di legge in Parlamento vorrebbe aggiungerle, e questo conferma che oggi non lo sono10.
- I figli che diventano italiani insieme a un genitore seguono un altro articolo e non sono compresi.
- Le domande presentate prima del 4 dicembre 2018 non sono comprese2.
Errori comuni
- "Vivo qui da tanti anni, quindi sono esente." Gli anni di residenza da soli non ti esentano. Ti esenta il permesso di lungo periodo, se è italiano e, per i vecchi permessi CE, se è stato rilasciato dal 9 dicembre 2010.
- "Sono cittadino dell'UE, quindi non mi serve." I cittadini dell'UE devono dimostrare il B1 come tutti gli altri4.
- "Il certificato del mio corso dice B1." Valgono solo i certificati degli enti riconosciuti, oppure un titolo di studio di una scuola italiana1,4. I Consolati scrivono che gli altri certificati non sono accettati11,12.
- "Mando il certificato dopo." La prova va presentata insieme alla domanda1. Le domande senza certificato vengono respinte2, anche se una circolare del Ministero citata da una Prefettura dice che puoi ripresentare subito la domanda13.
Se il certificato ti serve
Il Ministero dell'Interno riconosce cinque enti certificatori: l'Università per Stranieri di Siena (CILS), l'Università per Stranieri di Perugia (CELI), l'Università Roma Tre (CERT.IT), la Società Dante Alighieri (PLIDA) e l'Università per Stranieri "Dante Alighieri" di Reggio Calabria4. Alcune pagine ufficiali più vecchie elencano solo i primi quattro7. Il certificato si può ottenere anche tramite un CPIA (Centro provinciale per l'istruzione degli adulti, la scuola pubblica per adulti)4.
- Leggi quale certificato scegliere e le guide complete a CILS B1 Cittadinanza, CELI 2 i, PLIDA B1 e CERT.IT B1.
- Come presentarlo: nella domanda online carichi una scansione14,9. Per un certificato di un ente pubblico (le università) puoi fare un'autocertificazione; per uno di un ente privato (come la Dante Alighieri) porti l'originale e una copia all'appuntamento2,15. All'estero i Consolati chiedono l'originale e fanno una copia autenticata a pagamento (Buenos Aires: 10 €)16,12. Alcuni Consolati accettano solo il certificato definitivo, non un risultato provvisorio: San Paolo chiede il certificato definitivo con il codice QR6.
Cosa potrebbe cambiare
Quando abbiamo controllato, in Parlamento c'erano due proposte di legge. Nessuna delle due è legge.
- A.C. 2124 toglierebbe le esenzioni per chi ha il permesso di lungo periodo e per chi ha firmato l'accordo di integrazione, ed estenderebbe il requisito alle persone nate in Italia. Era in esame in commissione, con audizioni a settembre 202610.
- S.1450, un disegno di legge del Governo, toglierebbe la strada per i coniugi che vivono all'estero. Secondo gli atti del Senato, che abbiamo potuto verificare solo in parte, era stato assegnato a una commissione ma l'esame non era ancora cominciato17.
Controlliamo di nuovo queste pagine regolarmente; la data in alto indica l'ultimo controllo.
Dove controllare il tuo caso
- In Italia: l'ufficio cittadinanza della tua Prefettura e la pagina del Ministero dell'Interno per presentare l'istanza14.
- All'estero: la pagina sulla cittadinanza del tuo Consolato. Alcuni esempi: San Paolo6, Rio de Janeiro11, Buenos Aires16, Casablanca7, New York12.
Domande frequenti
Mi serve il certificato B1 per la cittadinanza italiana per matrimonio?
Sì, a meno che tu non sia esente (per esempio perché hai il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato dall'Italia o hai firmato l'accordo di integrazione) o dimostri il B1 con un titolo di studio di una scuola italiana ottenuto in italiano. Chiedi conferma alla tua Prefettura o al tuo Consolato.
Il permesso di soggiorno di lungo periodo mi esenta dal B1?
Sì, se è un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato dall'Italia. Un vecchio permesso CE di lungo periodo vale solo se è stato rilasciato dal 9 dicembre 2010; i permessi per motivi familiari o di altri Paesi non valgono.
Mi serve il B1 per la cittadinanza per discendenza (iure sanguinis)?
Il requisito della lingua previsto dalla legge riguarda solo le domande per matrimonio e per residenza, quindi non si applica al riconoscimento per discendenza. Chiedi al tuo Consolato quali documenti ti servono.
I cittadini dell'UE sono esenti dal B1?
No. Il Ministero dell'Interno dice che i cittadini dell'UE, e chi ha una carta di soggiorno come familiare di un cittadino dell'UE o italiano, devono comunque dimostrare il B1.
Un problema di salute può esentarmi dal certificato di lingua?
Sì, dalla sentenza 25/2025 della Corte costituzionale, se una struttura sanitaria pubblica certifica gravi limitazioni nella tua capacità di imparare la lingua a causa dell'età, di una malattia o di una disabilità. Il certificato del medico di base non basta.